Sontuoso ed elegante, Palazzo Laureati è molto più di una residenza storica: è un pezzo di storia italiana incastonato nel cuore di Grottammare. Nato alla fine del Settecento come casino di villeggiatura del vescovo Bartolomeo Bacher, appassionato agronomo che incrementò a Grottammare la coltivazione degli aranci, il palazzo fu trasformato in una raffinata dimora nobiliare dai marchesi Laureati nel 1807. Qui, il 12 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II ricevette la delegazione napoletana che sancì l’annessione del Regno delle Due Sicilie all’Italia, segnando una tappa fondamentale nella storia del paese.

Un edificio imponente tra storia e architettura

L’edificio, sviluppato su tre piani, mantiene la sobrietà architettonica voluta dal vescovo Bacher, la stessa che caratterizza anche la chiesa di San Giovanni Battista, altra sua committenza. La struttura si distingue per la facciata in laterizio, arricchita da dettagli in travertino come bugnati angolari, cornici marcapiano e mostre delle finestre. Due ali laterali, un tempo adibite a scuderie, incorniciano un giardino con palme e agrumi, recuperando l’antico legame della proprietà con la coltivazione degli aranci, promossa dallo stesso Bacher.
Un elemento distintivo del palazzo è l’altana quadrangolare che svetta sopra l’edificio con finestre su ogni lato, conferendo eleganza e armonia all’insieme.
Nonostante oggi la residenza sia inglobata in un contesto urbano più moderno, il palazzo mantiene il suo fascino storico e architettonico, testimoniando il prestigio della famiglia Laureati, che ne è ancora la proprietaria.

Un testimone dell’Unità d’Italia

Nel 1860, il marchese Marino Laureati ospitò Vittorio Emanuele II, che qui incontrò la delegazione napoletana giunta a Grottammare per sollecitare l’annessione al Regno di Sardegna. Questo evento storico è ricordato da una lapide commemorativa, posta nel 1882 sul lato meridionale dell’edificio. Cinquant’anni dopo, il Monumento dell’Annessione Napoletana nella Pineta Ricciotti celebrò nuovamente l’importanza dell’incontro.

Come se la storia si ripetesse, nel 1925, il palazzo accolse Umberto II, all’epoca Principe di Napoli, destinato a diventare l’ultimo re d’Italia, il cosiddetto “re di maggio”.

Forse non tutti sanno che...

  • Palazzo Laureati fu originariamente un casino di villeggiatura costruito da un vescovo-agronomo, promotore della coltivazione dell’arancio biondo del Piceno, una cultivar tipica di Grottammare.
  • Il 12 ottobre 1860, qui si decise il destino del Regno delle Due Sicilie, in uno degli incontri più simbolici del Risorgimento italiano.
  • Il palazzo accolse nel 1868 anche Franz Liszt, il celebre compositore ungherese, che trovò ispirazione nel paesaggio marchigiano. Nel 1925 vi soggiornò anche Umberto II, il futuro ultimo re d’Italia.
  • Sul lato meridionale della villa, una lapide del 1882 ricorda l’incontro storico del 1860, mentre un monumento nella vicina Pineta Ricciotti celebra l’annessione napoletana
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