La chiesa di San Martino, tra le abbazie più antiche della provincia di Ascoli Piceno, fu fondata dai monaci benedettini dell’abbazia di Farfa presumibilmente tra l’VIII e il IX secolo. Già menzionata nel X secolo nel Cronicon Farfense, l'abbazia svolse fin dalla sua fondazione un importante ruolo giurisdizionale e religioso nell'intera area, come testimoniano le donazioni di terre e diritti riconfermati nel 1193 dall'imperatore Enrico VI.
Un passato antico e affascinante
Probabilmente costruita sui resti di un tempio pagano, come suggeriscono i resti di muro in opus caementicium antistanti la facciata, la chiesa potrebbe essere stata edificata sul tempio della dea Cupra, importante divinità picena, restaurato dall'imperatore Adriano nel 127 d.C. A confermare questa ipotesi contribuisce anche il santo titolare, Martino, particolarmente venerato dai Benedettini e simbolo della vittoria del cristianesimo sul paganesimo.
La struttura architettonica e le opere interne
Del complesso medievale si conserva oggi prevalentemente la chiesa, restaurata nel XVI secolo. La facciata semplice e lineare, scandita in tre navate, è caratterizzata da un rosone centrale e dall'insolita presenza di un frammento di piede di una statua romana sopra il portale d’ingresso. L’interno, con struttura basilicale a tre navate separate da arcate sorrette da pilastri e copertura a capriate lignee, custodisce notevoli testimonianze storico-artistiche, tra cui:
- L’altare maggiore, rialzato rispetto alla navata centrale, ospita un affresco staccato raffigurante una Crocifissione con la Madonna, un Papa e un Santo Vescovo (XV-XVI secolo).
- La Madonna del Latte, prezioso affresco recentemente restaurato risalente al XII-XIII secolo, testimonianza della continuità tra culti pagani e cristiani nella zona.
- Due epigrafi storiche: la prima (1743) ricorda il restauro voluto dall’arcivescovo Alessandro Borgia; la seconda, ancora più importante, è l’epigrafe romana del 127 d.C. che attesta il restauro del tempio dedicato alla dea Cupra decretato dall'imperatore Adriano.
Forse non tutti sanno che…
- La chiesa di San Martino custodisce una rara epigrafe romana relativa al tempio della dea Cupra, risalente al 127 d.C. La lapide è sopravvissuta alla rimozione generale di tutte le epigrafi profane imposta dal vescovo Poggi nel 1614, probabilmente per l’importanza storica che rivestiva.
- Il vicino Bagno della Regina, una cisterna romana, testimonia la presenza di una sorgente d'acqua sacra che alimentava il culto pagano della fertilità prima ancora della cristianizzazione del territorio.
- L’intitolazione a San Martino, molto diffusa nel medioevo e particolarmente cara ai benedettini, sottolinea il significato simbolico del santo come protettore contro i culti pagani e come figura centrale nell'affermazione del cristianesimo nella regione.
