Perla dell'Adriatico

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Teatro dell’Arancio

Il Teatro dell’Arancio è uno dei 73 teatri storici delle Marche, una delle regioni europee in cui più capillare è la diffusione di edifici destinati alle attività teatrali. Come la maggior parte di essi, risale alla fine del Settecento.

L’incarico di costruire il teatro fu affidato a Pietro Maggi (1756-1817), architetto ticinese di orientamento neoclassico molto attivo nel Piceno a cavallo tra Settecento e Ottocento, a cui furono richiesti anche il restauro della chiesa attigua e la sistemazione della piazza antistante. In questa piazza era collocata la pianta di arancio dalla quale il teatro prende il nome, custodita da un incaricato del comune scelto ogni anno tra le famiglie del paese, che riceveva come compenso un’esenzione fiscale.

Sobria e regolare, la facciata in laterizio progettata dal Maggi prevede uno sviluppo su tre ordini di diversa altezza. Nel secondo ordine è collocata una nicchia che ospita la statua del papa grottammarese Sisto V, realizzata nel 1794 da Stefano Interlenghi. La facciata comprende sul lato sinistro la torre campanaria, caratterizzata da tre elementi sovrapposti: una nicchia recante una Madonna con Bambino, un orologio donato da papa Pio IX nel 1857 e un campanile a vela sormontato da un piccolo frontone.

L’interno del teatro, completamente arredato in legno, presentava una platea, tre ordini di palchi e un palcoscenico. Poteva accogliere almeno 250 persone, suddivise tra i membri delle famiglie facoltose (a cui erano riservati i palchi) e quelli dei ceti popolari (che potevano accedere alla sola platea). Purtroppo, degli arredi originari non è rimasta alcuna traccia, poiché durante la pandemia influenzale “spagnola” del 1918-1920, mancando il legname per costruire le bare delle numerose vittime, fu necessario prelevarlo dal teatro.

Proprio i suoi interni in legno, del resto, avevano indotto nel 1899 le autorità a imporne la chiusura per motivi di sicurezza, nonostante alcune deroghe permettessero poi di tenervi, nel 1908, un’ultima stagione teatrale. Nel 2003, al termine di un completo restauro, il teatro è stato riaperto, recuperando la propria finalità originaria.

Attualmente il teatro ospita al suo interno lo Spazio Museale Gianni Ottaviani

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Teatro dell’Arancio
a Grottammare